IL RAPPORTO TRA BANCHE E IMPRESE: LE ASIMMETRIE INFORMATIVE

IL RAPPORTO TRA BANCHE E IMPRESE: LE ASIMMETRIE INFORMATIVE

Le #relazioni con gli istituti di #credito sono uno tra gli argomenti più trattati a causa degli effetti pandemici sull’economia e della riforma comunitaria introdotta sulla definizione di default.

Quello che desideriamo approfondire in questo luogo è il rapporto che gli stessi hanno con le #imprese. Una relazione che può essere intesa come una condivisione costante, che può assumere le sembianze di un socio, di un compagno su cui fare affidamento oppure ostile.

I confronti tra istituti finanziari e #imprese hanno ricevuto importanti trasformazioni nel recente periodo e mentre nell’epoca passata le #relazioni erano fondate, soprattutto, sui rapporti interpersonali e il grado di fiducia tra funzionario di banca e imprenditore oggi alla base di ogni scelta vi è l’analisi della solidità economica, finanziaria e patrimoniale dell’impresa effettuata su dati oggettivi.

Suddetto cambio di concetto è, in parte, da addebitare agli avvenimenti del passato che sono intercorsi negli ultimi decenni, laddove da uno schema di erogazione del #credito che consentiva alle #imprese italiane un accettabile livello di possibilità d’impiego di liquidità, con forte grado di dipendenza tra le #imprese e il settore bancario; si è andati verso un’epoca di riduzione dell’accesso al #credito, con le #banche fortemente riottose a dare fiducia alle #imprese rispetto al passato oppure, se disposte a farlo, con elevati costi per l’impresa. Nel recentissimo periodo inoltre, non si può confutare, è mutata anche la solidità delle #imprese italiane stressate dalla crisi pandemia.

Malgrado ciò, in questo momento, prosegue a essere fondamentale il rapporto tra il mondo finanziario e quello imprenditoriale, giacché ogni impresa che desideri espandere i propri affari ha esigenza di finanziarsi, creando delle #relazioni robuste, di lunga durata e verosimilmente fruttuose.

Nel momento in cui s’instaura un rapporto di questo genere, è utile immedesimarsi nella controparte (in questa ipotesi la banca) e domandarsi il modo in cui ci percepisca, cosa si esiga da noi, come conquistare la sua fiducia e quali criteri di giudizio utilizzi per determinare la nostra solidità. Vale a dire come dobbiamo comportarci, cosa fare e come presentarsi per far si che il rapporto prosegua profittevolmente; aver appreso come mostrarsi nella maniera corretta diviene di fondamentale rilevanza.

E’ imprescindibile, pertanto, far pungolo su quelli elementi che sono impiegati dagli istituti di #credito per stimare il grado di affidabilità creditizia; esaminare in anticipo il proprio rating o la centrale di rischi, o ancora, mostrare la propria azienda con conti attendibili, trasparenti e immediatamente ottenibili divieni di basilare rilevanza per mettere le basi per un rapporto gagliardo e durevole.

Al momento, in un quadro come il nostro, di elevata polverizzazione del tessuto produttivo, diviene essenziale congegnare un rapporto banca impresa che si appoggi sulla divulgazione reciproca d’informazioni. Non si può smentire, però, che le specifiche del territorio e una desueta mentalità imprenditoriale, pagano una sostanziale e in alcuni casi ineliminabile non trasparenza informativa. Il classico imprenditore, nella maggior parte dei casi, percepisce la propria impresa come una sua esclusiva proprietà e non accetta l’idea che taluni possano interessarsi dei propri affari.

Partendo da tale analisi occorre prendere atto che i rapporti con gli istituti di #credito si sono per sempre trasformati, superando i vecchi retaggi, e capendo che se si desidera avere un rapporto vantaggioso con una banca occorre saper mostrarsi nella maniera corretta e farsi portare rispetto.

L’iniziale passaggio sostanziale da intraprendere è quello di limitare l’asimmetria informativa, schiudere metaforicamente gli accessi dell’impresa, fare in modo che diminuisca il distacco tra #imprese e #banche. Gli strumenti esistono sono alla nostra portata, occorre avere cognizione del loro utilizzo oltre a saper programmare e divulgare nel modo corretto.

Un imprenditore, in tutte queste delicate fasi non deve agire in solitudine, ma è consigliabile il supporto di un professionista che saprà sostenerlo nella realizzazione di un rapporto forte e produttivo.

Davide Tognini
Davide Tognini

Esperto Contabile da sempre appassionato agli studi economici nell’area della consulenza aziendale sia essa di natura amministrativa, gestionale, finanziaria, tributaria, di auditing, di reporting, nonché nell’ambito delle risorse umane.

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